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Diagnosi !

Infrazione apofisi anteriore dell’astragalo .

Qualcuno mi ha detto :” non so di cosa stai parlando”. Con l’aiuto di internet vediamo di chiarire.

Infrazione: per infrazione si intende una piccola frattura composta.

Apofisi: qualsiasi prominenza di un osso.

Anteriore: be, mi sembra chiaro.

Astragalo: l’astragalo o talo è un osso breve del piede situato nel tarso che si articola superiormente con la tibia ed il perone, inferiormente col calcagno e anteriormente con il navicolare.

 

Bene, sembra abbastanza chiaro!

Se non altro un modo mio, particolare, per esorcizzare il periodo di “gesso” .

 

rnm

Valle del Lanza

Lanza, altro torrente lombardo (parente del più amico Lura) che ci mette a disposizione i suoi sentieri per le nostre scorribande.

Non sono ancora ferrato sui luoghi per potermi permettere una descrizione dettagliata del percorso, perciò mi limito ad una descrizione sommaria.

Presenza costante il Lanza e la ferrovia Valmorea.

Partenza dalla Folla di Malnate ed inizio del sentiero che costeggia il Lanza, con leggera deviazione per visitare le cave di arenaria, suggestive, anche se un po’ abbandonate (i soliti rifiuti e la mancanza di attenzione per una parte della nostra storia) . Il sentiero è per la maggior parte largo e ci divertiamo anche a guadare il torrente e a correre sui binari della ferrovia. Seguendo delle balisse biancorosse impegnamo anche un bel sentiero, abbastanza tecnico ed quanto basta in salita.

La parte più bella (ovviamente per chi scrive) è il sentiero single track che ci porta fino alla stazione di Valmorea. Da qui un po’ di asfalto e poi una bella sterrata larga e comoda che porta fino al cancello (chiuso) di confine con la Svizzera. Però a fianco di tale cancello è aperto un passaggio e sbirciando oltre confine si intravedono dei percorsi niente male, assolutamente niente male. Sono alla ricerca su internet delle informazioni relative ad essi, ma per ora i miei sforzi non hanno dato alcun esito.

Il ritorno ricalca grosso modo l’andata, tranne il pezzo tecnico, a cui sostituiamo un bel saliscendi impegnatico che ci porta ai confini tra Cagno e Malnate. Da qui si ridiscende sul percorso originario.

Abbiamo praticamente battuto solo un percorso del parco, quello denominato “Sentiero di Fondovalle”; ce ne sono almeno altri 6 da andare a visitare.

Alla fine quasi 16 kilometri, non particolarmente impegnativi, ma nemmeno da prendere sottogamba.

rnm

Parco Spina Verde, Como – 15 gennaio 2012

E finalmente! Dopo qualche anno dalla nascita di quest’idea oggi si è realizzata, almeno nella sua prima parte, quella che mi piace definire “comasca” in quanto corre tutta su un lato della città.

 

 

 

 

Partenza dalla basilica di Sant’Abbondio, patrono di Como. Subito a salire sulla parte comune dei sentieri 3 e 4, dapprima su asfalto, poi su sterrato ed infine, finalmente, su sentiero. Poco dopo i due ( 3 e 4 ) si dividono, lasciando il 4 per il ritorno, si prosegue sul 3 (Sant’Eutichio) che sale con un dislivello positivo importante fino alla croce di San Eutichio (altro vescovo di Como). Questo impegnativo e bel sentiero mostra ancora i segni di un passato più felice, per esempio scale di terra e tronchi.

Dalla croce si punta decisamente verso San Fermo, impegnando il sentiero numero 1; questo è forse il pezzo in cui si ha più difficoltà a restare sui percorsi, in quanto le indicazioni latitano un po’, mentre per contrario è una delle parti più corribili: scendiamo e il sentiero è largo e comodo.

Finalmente si ritrovano le frecce e si abbandona il numero 1 (dorsale collinare) per per addentrarci sul numero 11 (il sentiero Protostorico), dirigendoci verso Camerlata. Si tralascia la parte del sentiero che scende verso Prestino e si continua fino alla baita Pianvalle sempre su di un comodo e largo sentiero, molto corribile. Si prosegue fino a Respaù alta e scendendo leggermente si arriva a Respaù bassa, da cui poche centinaia di metri portano all’imbocco del sentiero che sale al Baradello (denominato numero 10, Colle del Baradello). Qui il sentiero torna ad essere impegnativo, sia per l’ascesa sia per il fondo. Dopo la visita d’obbligo al Baradello ci si lancia sulla discesa, impegnativa e tecnica che porta verso San Carpoforo. Alla fine del tratto tecnico si incrocia la larga mulattiera che porta al Parco delle Rimembranze; si svolta a sinistra e si sale di nuovo, praticamente stiamo chiudendo il periplo del colle del Baradello, per sbucare qualche metro prima del sentiero che sale alla torre.

Si ripercorre tutta la strada in senso inverso delle cascine Respaù, questa volta in salita, fino ad incrociare, poco dopo la strada per la baita Elisa, il sentiero 4 (Monte Caprino) che scende verso Sant’Abbondio. Anche questo sentiero è molto tecnico ed in alcuni punti leggermente malmesso, ma non si può fare a meno di correrlo.

Raggiunto il bivio fra il 3 e il 4 si rientra sul tratto comune e si torna a Sant’Abbondio.

Questo grossomodo (forse un po’ velocemente) il primo giro nel Parco della Spina Verde di Como.

Un po’ di appunti sparsi.

Avevo calcolato sulla carta 20 km, ma Garmin alla mano ne vengono segnati solo 10. Qui ci dovrò lavorare per verificare dove è l’errore.

Oltre ai sentieri principali, come un po’ in tutti i boschi, ci sono tanti altri sentieri che partono (o arrivano); perchè non esplorare anche quelli ?

Il giro mi è piaciuto; per un comasco (del lago, ci tengo a precisare) un giro del genere non può che piacere ed in più ho trovato un buon circuito per l’allenamento: il periplo del colle del Baradello, in un senso e nell’altro, sicuramente mi vedrà tornare.

Futuro: immediatamente in lavorazione il secondo percorso: da Cardano a Drezzo e ritorno.

 

rnm

 

Greenway del lago

L’ultima scoperta nel territorio comasco, ovviamente da parte mia, non in senso assoluto. Una “via verde” che aveva attirato più volte la mia attenzione; a Lenno, sempre lì, quel cartello marrone che indicava “Greenway del lago” era un invito, sempre più esplicito. Inconsciamente, ogni passaggio da Lenno obbligava il mio occhio, sia da guidatore che da passeggero, a cadere lì. Inevitabile che la Greenway andasse ad incontrare gli allenamenti di rnm.

Con la solita banda (la banda dei quattro: Rita, Enrico, Renzo ed il sottoscritto) ho onorato la giornata primaverile di domenica 8 gennaio andando a correre la “Greenway del lago”.

Ottima scelta, a detta di tutti. Un percorso bello  sotto tutti gli aspetti; gli aspetti che hanno esaltato la bellezza del lago di Como attraverso oliveti, squarci di lago, chiese, ville, lungolaghi e viette e borghi antichi e gli aspetti tecnici che si sono alternati lungo i 10,5 km (ripercorsi poi nel ritorno) quali salite, discese, asfalto,ciotolato, sterrato, sentiero, parco, il tutto sempre in buona spinta.

Consiglio a tutti di percorrere questa Greenway; ottimo allenamento da interpretare ogni volta in modo diverso, per creare allenamenti sempre diversi e stimolanti. Un consiglio è quello di correrla in compagnia, sicuramente il guadagno è assicurato.

La Greenway corre da Colonno e attraversando Sala Comacina, Ossuccio, Lenno, Mezzegra e Tremezzo termina a Griante.

Lunga vita alla “Greenway del Lago” !

rnm

2012 !

Bene, come si dice anno nuovo, vita nuova.

Ed allora diamo una bella girata anche al sito.

Intanto una decisione: sposterò la sua filosofia dal lato molto personale che aveva nel 2011, verso un’aspetto più tecnico, escludendo completamente l’aspetto di sensazioni personali.

Non sarà più dunque un diario, ma piuttosto una serie di articoli “ambiziosi”, che punteranno su percorsi, iniziative, ed altro.

Non mi resta che mettermi al lavoro !

 

rnm

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