
E finalmente! Dopo qualche anno dalla nascita di quest’idea oggi si è realizzata, almeno nella sua prima parte, quella che mi piace definire “comasca” in quanto corre tutta su un lato della città.
Partenza dalla basilica di Sant’Abbondio, patrono di Como. Subito a salire sulla parte comune dei sentieri 3 e 4, dapprima su asfalto, poi su sterrato ed infine, finalmente, su sentiero. Poco dopo i due ( 3 e 4 ) si dividono, lasciando il 4 per il ritorno, si prosegue sul 3 (Sant’Eutichio) che sale con un dislivello positivo importante fino alla croce di San Eutichio (altro vescovo di Como). Questo impegnativo e bel sentiero mostra ancora i segni di un passato più felice, per esempio scale di terra e tronchi.
Dalla croce si punta decisamente verso San Fermo, impegnando il sentiero numero 1; questo è forse il pezzo in cui si ha più difficoltà a restare sui percorsi, in quanto le indicazioni latitano un po’, mentre per contrario è una delle parti più corribili: scendiamo e il sentiero è largo e comodo.
Finalmente si ritrovano le frecce e si abbandona il numero 1 (dorsale collinare) per per addentrarci sul numero 11 (il sentiero Protostorico), dirigendoci verso Camerlata. Si tralascia la parte del sentiero che scende verso Prestino e si continua fino alla baita Pianvalle sempre su di un comodo e largo sentiero, molto corribile. Si prosegue fino a Respaù alta e scendendo leggermente si arriva a Respaù bassa, da cui poche centinaia di metri portano all’imbocco del sentiero che sale al Baradello (denominato numero 10, Colle del Baradello). Qui il sentiero torna ad essere impegnativo, sia per l’ascesa sia per il fondo. Dopo la visita d’obbligo al Baradello ci si lancia sulla discesa, impegnativa e tecnica che porta verso San Carpoforo. Alla fine del tratto tecnico si incrocia la larga mulattiera che porta al Parco delle Rimembranze; si svolta a sinistra e si sale di nuovo, praticamente stiamo chiudendo il periplo del colle del Baradello, per sbucare qualche metro prima del sentiero che sale alla torre.
Si ripercorre tutta la strada in senso inverso delle cascine Respaù, questa volta in salita, fino ad incrociare, poco dopo la strada per la baita Elisa, il sentiero 4 (Monte Caprino) che scende verso Sant’Abbondio. Anche questo sentiero è molto tecnico ed in alcuni punti leggermente malmesso, ma non si può fare a meno di correrlo.
Raggiunto il bivio fra il 3 e il 4 si rientra sul tratto comune e si torna a Sant’Abbondio.
Questo grossomodo (forse un po’ velocemente) il primo giro nel Parco della Spina Verde di Como.
Un po’ di appunti sparsi.
Avevo calcolato sulla carta 20 km, ma Garmin alla mano ne vengono segnati solo 10. Qui ci dovrò lavorare per verificare dove è l’errore.
Oltre ai sentieri principali, come un po’ in tutti i boschi, ci sono tanti altri sentieri che partono (o arrivano); perchè non esplorare anche quelli ?
Il giro mi è piaciuto; per un comasco (del lago, ci tengo a precisare) un giro del genere non può che piacere ed in più ho trovato un buon circuito per l’allenamento: il periplo del colle del Baradello, in un senso e nell’altro, sicuramente mi vedrà tornare.
Futuro: immediatamente in lavorazione il secondo percorso: da Cardano a Drezzo e ritorno.
rnm