Mercoledì 28 aprile. Dopo la prestazione negativa di domenica al Fenera, le mie convinzioni (fino alle 11:00 di domenica mattina molto positive) di portare a termine decentemente le due tappe in staffetta della Abbots sono, se non crollate, diventate parecchio traballanti. Inutile dirlo che ora sono pieno di dubbi sulla mia prestazione che verrà. Ieri sera ultimo allenamento, circa 12/13 km nel parco ad andatura “mite”, senza Garmin, ma a sensazione sui 5.30. Leggero affaticamento nella gambe, ma tutto sommato una risposta che non peggiora lo stato d’animo. Da qui a sabato stop agli allenamenti, voglio arrivare riposato con i muscoli liberi dalle tossine, chissà se è la mossa giusta.
Giovedì 29 aprile. Un altro giorno è passato. Pur non avendo fatto nessun allenamento ieri sera mi sentivo stanchissimo e pensavo, quasi sottovoce, più mi avvicino alla gara e più sono in crisi. Questa mattina però mi sento in forma, sia sotto l’aspetto fisico che sotto quello psicologico. Sempre ieri sera ho letto (grazie al roadbook scaricato dal sito) le mie due semitappe ed ho incominciato a viverle: la prima completamente da scoprire, la seconda più familiare dopo la bella esperienza al “TA del cavallo bardigiano“. Oggi ultime rifiniture all’equipaggiamento: lampada frontale (aspetto news da Federico) e problemino con le scarpe. Eh si c’è qualche problemino con le mie Saucony Jazz Trail 12: si sta staccando la linguetta sulla punta (a dire il vero lo avevo già notato su quelle di Giacomo: che sia un problema congenito ?), devo provvedere assolutamente.
Venerdì 30 aprile. Ci siamo. Non ho ancora preparato niente, mancano alcune ore alla partenza per Pontremoli. Tanta tensione, sento già la “pancia” che si contrae. Poco anche da scrivere. arrivederci a domenica notte.
Venerdì 30 aprile bis. Siamo partiti, il mio socio ed io con le famiglie intere. Il viaggio è tranquillo ed arriviamo a Pontremoli verso metà pomeriggio. Il ritiro pettorali è veloce ed organizzato. Intanto incomincioa trovare gli amici di sempre. Congedo la famiglia, che vedrò il giorno dopo a Borgo Val di Taro e con Simone vado a prendere possesso di un angolo della palestra dove passeremo la notte in attesa della partenza. Non sono a posto, sono decisamente agitato, ma in questo momento non per la corsa, ma per la logistica del momento. Ci aggiriamo con Simone e gli altri nella zona del Teatro e aspettiamo il briefing, che tarda perchè uno dei pulman che doveva portare gli atleti da Bobbio ha avuto problemi di doppia foratura e ha vissuto una piccola odissea. Assistiamo ad una mezzoretta di briefing e poi ci andiamo a cena, siamo un bel gruppetto. Si va a letto, o meglio si va nel sacco a pelo, ma tardo a prendere sonno; l’ultima volta che guardo l’orologio sono quasi le due e la sveglia suonerà alle quattro.
Sabato 1 maggio. La sveglia non suona, sono già in piedi prima. Con calma mi vesto e come al solito ci sono dubbi sugli indumenti da indossare. Alla fine, anche su consiglio di Simone, opto per stare sul leggero, scelta azzeccatissima. Alle 5 del mattino la piazza di Pontremoli già brulica di vita e trovare un buco per infilarsi a fare colazione è difficile. Alla fine con Giacomo cambiamo bar ed un bel caffè doppio con cornetto caldo al cioccolato non me li toglie nessuno. Spunta concorrenti e partenza leggermente in ritardo. Il primo pezzo di lancio all’interno di Pontremoli lo corro lento (come mia caratteristica sono partito quasi in fondo al serpentone), cercando di trovare il ritmo giusto ed in particolare la concentrazione giusta. Sorpasso alcuni amici che faranno o la lunga o le due tappe e poco prima della salita raggiungo anche Simone, gli ultimi auguri ed inizio a salire. Non voglio essere ottimista, ma inizio a sentire che la giornata è giusta, corro bene in salita , corro sempre ed è buon segno. Regolare salgo senza nessuno sforzo, affronto i primi saliscendi in pieno controllo e senza nessun affanno, anzi freno la mia corsa onde evitare di pagare dazio nei kilometri che verranno. Ma la sensazione è buona. Altra salita lunga e corro anche questa: mi fermo solo un attimo a metà per bere (siamo attorno al 7° e non vorrei fare lo sbaglio di domenica scorsa), Sorpasso anche l’amico Luciano. Continuo a salire bene ed al ristoro trovo Giacomo; lo trovo in ottima forma (mentale e fisica, lui farà la tappona unica). Inizia la mia corsa con lui, continuando a salire con continuità senza particolari affani arriviamo alla “cima Coppi” della giornata ed iniziamo un pezzo bellissimo in sentiero single track lungo la cresta: neanche la nebbia intorno e le sferzate fredde e bagnate di vento riescono a togliermi il divertimento: mi sto divertendo (e non mi accorgo che intanto i km passano e non pesano). Qui troviamo l’ultimo (per me) ristoro : calma, mi fermo mangio, bevo coca-cola, rifornisco la borraccia e poi via ad aggredire la discesa. Per un bel tratto mi trovo da solo, Giacomo è rimasto indietro qualche metro, e mi godo questa discesa in mezzo al bosco. Alla fine uno strapetto taglia polpacci ed inizia la discesa su asfalto; mi sono ricompattato con Giacomo e scendiamo assieme. Ci aspetta ancora un tratto di circa 400 mt in salita, che a questo punto è un po assassino, qui fatico un po’, ma poi è una cavalcata fino a Borgo Val di Taro. Piccola chicca: Giacomo ad un certo punto mi dice: “stiamo andando bene, saremo a 5:30″, guardo il Garmin:”no, siamo a 4.59″! Ultimo kilometro e mezzo, io che sto per finire la mia fatica mi lascio andare, stacco Giacomo e mi permetto di fare 4.31 (siamo comunque leggera discesa). Arrvo e dò il cambio a Federico che parte. Sono contento, sento di avere fatto una buona gara e di non essere per niente stanco: 3h:53′ . Riprendo stima di me stesso. Intanto al ristoro mi fermo un po’ e saluto Giacomo e gli altri amici che man mano passano, poi con la mia famiglia e quella di Federico ci trasferiamo a Bardi dove, oltre a fare una doccia necessaria oltre ogni misura, attenderemo l’arrivo di Federico. E questa attesa del mio socio a Bardi diventa un piacevole pomeriggio trascorso a dialogare con altri trailer conosciuti al momento. Arriva Federico con una buona prestazione e la giornata sportiva può considerarsi conclusa. Questa notte non dormirò in palestra, ma andrò con la mia famiglia.
Domenica 2 maggio. Notte tranquilla, con appena il pensiero di dover correre il giorno dopo con condizioni climatiche avverse e con l’incognita della stanchezza del giorno prima. Il tempo invece è clemente, coperto, fresco ma niente pioggia. Partenza dal castello di Bardi, affascinante.Dopo i primi metri di discesa, inizia il primo tratto della seconda tappa: avrebbe dovuto essere una dura ascesa al Monte Lama, ma per motivi di sicurezza gli organizzatori hanno modificato il percorso. Ci aspetta una salita (su asfalto) continua di 12 kilometri. Anche oggi parto piano, in fondo al gruppo, poi, dopo aver salutato Stefano, inizio la mia ascesa. Anche oggi mi sento bene, molto in gara. Dopo un 3 kilometri raggiungo Clara, conosciuta il giorno prima e ci facciamo tutta la salita assieme. In cima allungo un attimo ed inizo il primo pezzo di saliscendi su sterrato che ci porterà al 15° km dove, con una deviazione di 200 metri, si va al ristoro, che non salto. Intanto sono a metà ed anche oggi i km non hanno pesato. Mi sono fissato un traguardo intermedio: 22km, da dove inizierà una discesa continua verso Farini. Questo pezzo, dal 15° al 22° è quello in cui soffro di più. Intanto sono rimasto da solo, la stanchezza dei due giorni inizia ad affiorare nei muscoli e c’è un muro centrale che non aiuta certo il recupero. Ma arriva anche il 22° ed inizio a scendere, per mulattiere con un fondo molto sconnesso. Nel bosco mi raggiunge anche Stefano con cui faccio un po’ di strada assieme. Poi attorno al 26 ° riprendo le forze ed allungo in crescendo arrivando a Farini con una media per me fantascientifica: 4.21. Sorprendo Federico che non mi aspettava così presto, cambio e via. Oggi 3h13, buono. Al ristoro faccio incetta di parmigiano e poi trasferimento a Bobbio in attesa della fine della corsa. A Bobbio è una festa, ritrovo tutti (Roberto, Simone, Cinzia, Maurizio, Simone e spero di non dimenticare nessuno) ed in attesa di Federico passo un altro bel pomeriggio. Vado ad attendere Federico un 200 metri prima del traguardo e lo accompagno nella corsa fino a 5 metri: è finita. Che dire alla fine del bel fine settimana alla Abbots: sono contento, per tutto: dalla mia prestazione, alla corsa, al coinvolgimento delle famiglie, ai posti visitati, agli amici rtrovati e conosciuti. Arrivederci al 2011, spero per le due tappe da 60!
rnm


si lo scarico è la cosa giusta! oggi provo pure io a correre, e poi basta sino alla partenza della abbot’s… ce la farai se non altro per il tuo socio
Vivila non come una gara ma come una corsa in relax nella natura, un pò come l’abbiamo presa noi al TA di Bardi. Vedrai che riuscirai a godertela.
Saucony fino a Bardi, poi Trabuco….
In boccca al lupo Rnm, facci onore!
Runningmau “in bocca al lupo”
ti auguro di finirla bene!!!
Grande Maurizio! Hai visto che alla fine hai raggiunto il tuo obiettivo divertendoti? Devi cercare di avere più autostima di te stesso: la testa non ti manca quando serve!!
Complimenti maurizio …sarà dura tenere il tuo passo in montagna . Bellisssssimo il racconto ……CAMPIONE
Beh, ti volevo solo dire che quei pochi km corsi assieme mi hanno fatto sentire un po’ a casa. Ma un bel flash che mi ha commosso (non so se te ne sei accorto..) è quando ci siamo salutati a BorgoTaro. Mi hai detto “Vai” e sono andato….
GRANDE RNM alla fine al Fenera è stata solo una giornata storta e di gran caldo…quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare!!!! bravissimo…ciao alla prossima
Grazie, grazie a tutti.
GIAK: è un grande piacere leggere l’emozione del “lancio” a Borgotaro
Bravo rnm, questo racconto è un inno alla corsa, e si scopre leggendola attentamente anche una grande persona
Complimenti Maurizio sei un grande!!!!!!!!!
Ciao rnm, Bella cronaca!!Io il secondo gg avevo ancora le tossine della prima giornata e mi sono risparmiato in salita, nel pezzo centrale ho tirato ma alla fine non ne avevo più, peccato sarebbe stato bello arrivare assieme. Comunuqe bell’esperienza direi che il prossimo anno ci si può preparare per la doppia..